CAPO D'ORLANDO


La storia

Le origini di Capo d'Orlando si perdono nel mito; infatti, il tempo, che distrugge le sembianze e le memorie, ci impedisce di far luce sui fatti di questa bellissima e insigne cittadina, di cui sappiamo ben poco. 
Circa tremila anni fa Agatirso, figlio di Eolo, il dio dei venti, riceve in donazione dal padre questa striscia di territorio che egli, chiama nel 1218 a.C. circa, dal suo nome Agatirside o Agatirna e anche Agatirso, come appare dalle numerose notizie storiche su di essa.
Diviene città greca, come Agatiurnon, e successivamente entra a far parte dell'Impero Romano. Da questo momento non si hanno più notizie certe su Agatirno ed appare, invece, il nome attuale di Capo d'Orlando nell'800 d.C. da Orlando, il celebre paladino di Carlo Magno che sostò sul suggestivo promontorio andando in Terra Santa.
Il vuoto di notizie storiche si comincia a colmare intorno al XII secolo, sotto il dominio dei Normanni in Sicilia, quando un geografo la individua e la denomina " Piccola Cefalù", per la ridente spiaggia e per la fertilità del suolo. Nel 1398 un episodio la ricorda per la distruzione del Castello durante l'assedio a Bartolomeo d'Aragona da parte del Conte di Modica, Bernardo Caprera.
La presenza del Castello, distrutto nel 1400, e il porto sottostante con i suoi vari approdi fanno presumere l'esistenza sul litorale di nuclui abitati difesi da un'alta torre, detta dei Quadaranini.
Nel 1600 viene edificato il Santuario di Maria SS. di Capo d'Orlando, sopra i ruderi dell'antico Castello. All'inizio dell'800 si evidenzia già un discreto sviluppo urbano: la coltivazione tradizionale del gelso viene sostituita dagli agrumeti e dagli uliveti. A fine secolo le ricche famiglie di Naso, vicino centro a cui Capo d'Orlando era annesso, cominciano a trasferirsi in marina e costruiscono belle dimore ( villa Cangemi, villa Merendino, villa Piccolo, villa Lodato, villa Papa ed altre), aumentando così il numero degli abitanti e modificando in meglio l'assetto stradale. Si giunge, così, al 1925, data in cui la cittadina diviene Comune autonomo, e, di conseguenza ai nostri giorni, in cui Capo d'Orlando, perla del Tirreno, diventa meta attrattiva di turisti da ogni parte d'Italia e anche dall'Estero.
Se a ciò si aggiunge la fertilità della sua " Piana", l'operosità dei suoi abitanti, la presenza delle principali reti di comunicazione e l'intelligenza dei suoi operatori economici, si comprenderà bene il suo grande sviluppo socio-economico ed urbanistico.
Oggi Capo d'Orlando è in continua espansione e muove alla valorizzazione qualitativa delle proprie immagine, del proprio paesaggio, del proprio lavoro in particolare i servizi ed il terziario.
Il turismo è una delle principali fonte di guadagno, unito al commercio e ad una fiorente produzione di agrumi. Si pratica anche la pesca e l'attività industriale, relative alla lavorazione del marmo e delle essenze degli agrumi. Esistono diverse cooperative di agrumicoltori e uno stabilimento per la selezione, l'incarto e l'esportazione di agrumi.



torna indietro