ULIVO, SEIMILA ANNI DI STORIA
Tra passato e presente, l'analisi delle tecniche d'estrazione, di coltivazione e di trasformazioni di un frutto diventato protagonista dell'area del mediterraneo.
La storia dell’ulivo comincia nel IV millennio a.C., in Oriente, con l’addomesticamento
dell’olivo selvatico. Molte varietà furono diffuse in Occidente soprattutto
dai Greci, dai Fenici e dagli Etruschi. Roma ne consolidò la diffusione in
tutte le zone mediterranee (prima della crisi economica e politica che accompagnò
la caduta dell’Impero romano e i primi secoli del Medioevo). In passato, I
‘olio d’oliva è stato utilizzato per alimentare lumi nelle abitazioni, nei
palazzi, in chiese e moschee, per consacrare Re, sacerdoti, Vescovi, per ungere
i credenti, per le sue proprietà medicamentose e cosmetiche. La qualità di un
olio dipende da molti fattori tra i quali: varietà e ambiente pedoclimatico,
aspetti agronomici, tecniche d’estrazione e di coltivazione. Per quanto
riguarda il primo fattore, bisogna dire che è difficile indicare varietà che
producono olio ottimo in assoluto, perché una stessa varietà, coltivata in
ambienti diversi, può darà origine a oli differenti. Le pratiche agronomiche
migliorano la qualità dell’olio quando le cure vengono fatte in modo assiduo,
con concimazioni e irrigazioni equilibrate. Esistono molti parassiti
dell’olivo, l’insetto che provoca i danni maggiori è la mosca olearia, che
incide sulla qualità del prodotto. Per eliminare questi parassiti si ricorre a
vari mezzi (chimici, agronomici e biologici). Se, invece, ci si accorge in
ritardo della presenza dei parassiti, si può evitare il danno raccogliendo
anticipatamente il prodotto, riducendo così il numero dei trattamenti, per una
maggiore sanità dello stesso. La raccolta rappresenta un altro momento
importante per la qualità dell’olio; infatti,da essa dipendono il colore,
l’aroma e l’intensità. Si è osservato che per ottenere oli di elevata
qualità, il metodo migliore di raccolta è tramite le reti, in quanto il
prodotto non subisce danni. La raccolta da terra, invece, è più dannosa perché
le olive cadono solo quando sono molto mature o attaccate da parassiti. Per
quanto riguarda i sistemi
di trasformazione, si possono distinguere tre momenti importanti: frangitura,
gramolatura ed estrazione. Le prime due peggiorano la qualità dell’olio,
quando lo sminuzzamento delle drupe è fatto in maniera troppo spinta e quando
la temperatura delle paste è eccessiva. L’estrazione, invece, consente la
separazione della pasta in tre parti: olio, sansa e acqua di vegetazione. Nel
tempo l’uomo ha perfezionato le fasi di lavorazione, introducendo tecniche
sempre più efficaci. Nel passato, in piccoli frantoi a trazione animale, i
frutti venivano frantumati da macine in pietra e rimescolati con appositi
attrezzi, mentre la pasta veniva schiacciata sotto il piatto da una pressa a
vite e solo in un secondo tempo si sfruttò la forza idraulica.